Dati i cambiamenti nei mercati e i cambiamenti evolutivi delle tecnologie, sviluppare una IT Strategy può essere difficile poichè richiede conoscenza di ciò che avviene sia lato business che lato tecnologia. E' un pò di tempo che si dice e si scrive che un CIO deve essere una persona che sa sia di business che di tecnologia a conferma di una tendenza, che non mi convince affatto, a continuare a considerare le unità di business e la direzione sistemi due realtà distinte che però devono allinearsi. La letteratura è piena di articoli e libri che parlano di allineamento IT/business descrivendo metodi, best practice e standard accomunati dall' assegnare al CIO (e ai suoi collaboratori) la responsabilità di ottenere l' allineamento.
I migliori risultati li ho ottenuti nelle aziende nelle quali la It strategy è stata congiuntamente impostata da IT e linee di business e dove questa responsabilità è condivisa.
Scrivo questo perchè stavo rileggendo un vecchio articolo di Michael Scott Morton (MIT) datato 1986 e dal titolo "Strategy Formulation Methodologies" (lo trovate facilmente sul web). Facendo riferimento ad una ricerca svolta nei primi '90 (più di 20 anni fà...) conclude: "Dalle evidenze che abbiamo collezionato fino ad ora, sembrerebbe che le aziende che hanno sfruttato con successo l' IT sono quelle che sono riuscite ad attivare il dialogo tra It e linee di business. Per ottenere che questo dialogo si attivi, un modo è semplicemente quello di iniziare. Sembra infatti evidente che il mondo del business non si fermi ad aspettare coloro che sono lenti nell' attivare questo processo".
Le aziende italiane hanno un pò tardato a metabolizzare questo concetto, ma vedo oggi che il numero di aziende che si stanno muovendo in questa direzione è in continua crescita e questa è un' ottima notizia.
____________________________________________________________________________________________
Sul concetto di strategia...
"Se non sappiamo verso che porto andare, nessun vento sarà favorevole" Seneca (4.a.c, 65 d.c)
"La tattica è l' arte di usare le truppe in battaglia. La strategia è l' arte di usare le battaglie per vincere la guerra" Carl Von Clausewitz (1780, 1831)
"Una strategia competitiva descrive in che modo siamo differenti e come generiamo valore unico" M. Porter
"La tattica è l' arte di usare le truppe in battaglia. La strategia è l' arte di usare le battaglie per vincere la guerra" Carl Von Clausewitz (1780, 1831)
"Una strategia competitiva descrive in che modo siamo differenti e come generiamo valore unico" M. Porter
giovedì 21 luglio 2011
mercoledì 20 luglio 2011
Che cos'è una IT Strategy
C'è ancora un pò di confusione sul concetto di strategia dell ' Information Technology. In questo video trovate la migliore spiegazione che sia stato in grado di reperire.
A cosa serve l' Information Technology?
Che l' informatica sia una leva competitiva è fuori di dubbio. La domanda semmai riguarda il tipo di competitività che le aziende ne ottengono.
"IT doesn't matter" è un articolo di Nicholas Carr che affronta il problema e che può rappresentare un ottimo punto di partenza per un eventuale discussione.
Che il modo in cui il mercato dell' offerta IT si sia evoluto abbia reso più difficile la costruzione di vere e proprie distintività basate sulle tecnologie dell' informazione è senz' altro vero. Tranne infatti che in casi molto particolari, qualsiasi soluzione tecnologica è oggi facilmente replicabile. Non conosco aziende che basano la loro competitività esclusivamente sull' uso della tecnologia dell' informazione. E' anche vero tuttavia che il non uso dell' IT rende le aziende più vulnerabili e meno competitive di quanto potrebbero essere causa la loro difficoltà far fronte all' intensità informativa dei loro processi. E' un problema quindi non solo di costo dei processi ma, specialmente in realtà ad alta intensità informativa (vedi banche, compagnie assicurative,...) è un vero e proprio problema di operatività. Quindi l' IT DOES MATTER almeno per abbassare i costi e rendere possibili alcune missioni aziendali. Ai prossimi post le altre considerazioni (ora devo lavorare....). Infatti non è tutto così scontato.
"IT doesn't matter" è un articolo di Nicholas Carr che affronta il problema e che può rappresentare un ottimo punto di partenza per un eventuale discussione.
Che il modo in cui il mercato dell' offerta IT si sia evoluto abbia reso più difficile la costruzione di vere e proprie distintività basate sulle tecnologie dell' informazione è senz' altro vero. Tranne infatti che in casi molto particolari, qualsiasi soluzione tecnologica è oggi facilmente replicabile. Non conosco aziende che basano la loro competitività esclusivamente sull' uso della tecnologia dell' informazione. E' anche vero tuttavia che il non uso dell' IT rende le aziende più vulnerabili e meno competitive di quanto potrebbero essere causa la loro difficoltà far fronte all' intensità informativa dei loro processi. E' un problema quindi non solo di costo dei processi ma, specialmente in realtà ad alta intensità informativa (vedi banche, compagnie assicurative,...) è un vero e proprio problema di operatività. Quindi l' IT DOES MATTER almeno per abbassare i costi e rendere possibili alcune missioni aziendali. Ai prossimi post le altre considerazioni (ora devo lavorare....). Infatti non è tutto così scontato.
giovedì 5 maggio 2011
Perchè le aziende sviluppano una strategia dell' Information Technology (IT Strategy)
Studi e ricerche indipendenti sui benefici ottenibili dall' utilizzo dell' Information Technology iniziarono nella metà degli anni '60 ed hanno avuto il loro culmine a cavallo tra gli '80 ed i '90. Dall' analisi della letteratura prodotta in quei periodi si nota come esista una sostanziale comunanza di opinioni sui seguenti risultati:
1. Le aziende che investono in IT hanno benefici in termini di produttività ed efficienza
2. L' entità dei benefici ottenuti dipende dalla capacità di utilizzo dell' Itda parte degli end users e dalla qualità delle relazioni tra end user stessi e il personale IT
La rapida trasformazione dei mercati che ha portato la competitività delle aziende a dipendere sempre di più dalla capacità di acquisire ed elaborare informazioni in modo efficiente ed affidabile ha fatto sì che i benefici ottenibili dall' utilizzo dell' Information Technology siano sempre di più legati alla capacità delle aziende di elaborare una strategia dell' informazione tale da soddisfare il bisogno informativo dei loro processi disegnati in funzione delle eccellenze che le aziende stesse vogliono raggiungere.
A questo si aggiunge il fatto che l' offerta IT è rapidamente cresciuta e pone di fronte alle aziende una maggiore difficoltà nella scelta degli strumenti più appropriati alle loro esigenze. Il rischio di incorrere in investimenti errati che porterebbero a costi non giustificati ed obiettivi non pienamente raggiunti è aumentato in modo significativo. Una IT non in linea con gli obiettivi strategici perderebbe in maniera determinante il suo ruolo di leva competitiva non solo per la sua incapacità di soddisfare i bisogni informativi ma anche, e forse soprattutto, proprio perchè influirebbe negativamente sulle relazioni tra il personale tecnico e gli end users.
Per questi motivi le aziende sono sempre più propense a muoversi in funzione di una IT Strategy definita che è di fatto l' unico strumento efficace per :
1. Investire in IT con precisione quasi “chirurgica” rispetto ai reali obiettivi di business
2. Massimizzare la qualità delle relazioni tra il personale IT e gli end user
Indipendentemente dal metodo utilizzato per definirla, una IT Strategy deve riflettere uno schema che deve svilupparsi partendo dalla chiara comprensione degli obiettivi del business e rispondendo alle seguenti domande:
Qual è il contributo che l' IT può dare?
Quali principi alla base delle nostre scelte?
Quali modelli di IT governance?
Quale gestione finanziaria dell' IT?
Quali metriche?
Quali servizi IT?
Quale architettura tecnologica?
Quali competenze?
Quali politiche di sourcing?
Se un' azienda è in grado dare risposte precise a queste domande (di fatto si tratta di un modello proposto da Gratner), allora ha una IT Strategy che non solo determinerà il massimo valore prodotto dall' utilizzo delle tecnologie dell' informazione, ma rappresenterà soprattutto una barriera invalicabile nei confronti di scelte ed investimenti errati. Del resto M. Watkins definisce una strategia come “ set of guiding principles that, when communicated and adopted in the organization, generates a desired pattern of decision making. ...”
1. Le aziende che investono in IT hanno benefici in termini di produttività ed efficienza
2. L' entità dei benefici ottenuti dipende dalla capacità di utilizzo dell' Itda parte degli end users e dalla qualità delle relazioni tra end user stessi e il personale IT
La rapida trasformazione dei mercati che ha portato la competitività delle aziende a dipendere sempre di più dalla capacità di acquisire ed elaborare informazioni in modo efficiente ed affidabile ha fatto sì che i benefici ottenibili dall' utilizzo dell' Information Technology siano sempre di più legati alla capacità delle aziende di elaborare una strategia dell' informazione tale da soddisfare il bisogno informativo dei loro processi disegnati in funzione delle eccellenze che le aziende stesse vogliono raggiungere.
A questo si aggiunge il fatto che l' offerta IT è rapidamente cresciuta e pone di fronte alle aziende una maggiore difficoltà nella scelta degli strumenti più appropriati alle loro esigenze. Il rischio di incorrere in investimenti errati che porterebbero a costi non giustificati ed obiettivi non pienamente raggiunti è aumentato in modo significativo. Una IT non in linea con gli obiettivi strategici perderebbe in maniera determinante il suo ruolo di leva competitiva non solo per la sua incapacità di soddisfare i bisogni informativi ma anche, e forse soprattutto, proprio perchè influirebbe negativamente sulle relazioni tra il personale tecnico e gli end users.
Per questi motivi le aziende sono sempre più propense a muoversi in funzione di una IT Strategy definita che è di fatto l' unico strumento efficace per :
1. Investire in IT con precisione quasi “chirurgica” rispetto ai reali obiettivi di business
2. Massimizzare la qualità delle relazioni tra il personale IT e gli end user
Indipendentemente dal metodo utilizzato per definirla, una IT Strategy deve riflettere uno schema che deve svilupparsi partendo dalla chiara comprensione degli obiettivi del business e rispondendo alle seguenti domande:
Qual è il contributo che l' IT può dare?
Quali principi alla base delle nostre scelte?
Quali modelli di IT governance?
Quale gestione finanziaria dell' IT?
Quali metriche?
Quali servizi IT?
Quale architettura tecnologica?
Quali competenze?
Quali politiche di sourcing?
Se un' azienda è in grado dare risposte precise a queste domande (di fatto si tratta di un modello proposto da Gratner), allora ha una IT Strategy che non solo determinerà il massimo valore prodotto dall' utilizzo delle tecnologie dell' informazione, ma rappresenterà soprattutto una barriera invalicabile nei confronti di scelte ed investimenti errati. Del resto M. Watkins definisce una strategia come “ set of guiding principles that, when communicated and adopted in the organization, generates a desired pattern of decision making. ...”
martedì 3 maggio 2011
Investimenti IT in Italia: una lettura ottimistica
I dati che annualmente fotografano la situazione relativamente agli investimenti in Information Technology raccontano di un Italia in ritardo rispetto al resto d' Europa e del mondo. Le perdite del 4,5% nel 2009 e addirittura del 7,6% nel 2010 (Dati ASSINTEL 2010) sono pesanti e non possono che indurre a pensare che le aziende italiane non innovano, non puntano alla produttività ed all' efficienza. Insomma un quadro preoccupante che viene di poco cambiato dal + 1,2% previsto per il 2011.
Ma se entriamo nei numeri scopriamo qualcosa di estremamente interessante e che può farci ben sperare per il futuro. Tra l' hardware che perde il 18,6% ed i servizi IT che perdono il 3,8%, il software guadagna il 2,7% e l' osservazione più interessante è che il comparto registra un segno positivo sin dal 2007. Se poi entriamo al suo interno, scopriamo qualcosa di ancora più interessante: mentre gli applicativi gestionali registrano perdite da ormai 4 anni (2006/2007 – 2009/2010), gli extended ERP (questi flettono lievemente solo nel 2008/2009), i sistemi di Business Intelligence, ed i sistemi di process e di content management crescono con buona continuità. Da questi dati nascono due considerazioni:
1. la crescita degli investimenti in extended ERP, BI e Process management a fronte della diminuzione di quelli relativi agli applicativi gestionali induce a pensare ad un graduale passaggio dalla informatizzazione delle singole attività a quella dei processi e dell' azienda vista come sistema integrato
2. La continuità della crescita, che sta ad indicare soddisfazione sui benefici ottenuti. Questo avviene solo quando gli investimenti sono frutto di una IT Strategy ben definita
Insomma, sono dati che testimoniano una situazione in cui le nostre aziende (o almeno una parte di esse) hanno metabolizzato il concetto di Information Technology come leva strategica dalla quale possono ottenere ritorni in termini di competitività sui mercati ed hanno elaborato delle IT Strategy appropriate. Stride tuttavia il dato negativo registrato dal settore dei servizi IT, che fa pensare ad aziende che preferiscono muoversi sfruttando prevalentemente competenze interne rinunciando all' apporto di specializzazione ed esperienza che potrebbero reperire all' esterno e dal quale potrebbero ottenere un' ulteriore spinta.
Ma la strada intrapresa è buona ed è ragionevolmente ipotizzabile che presto anche il settore dei servizi IT riprenderà a crescere. Già nel 2010, la voce di consulenza registra un + 1,2% e che il rapporto ASSINTEL 2010 riporta che tra le priorità delle aziende per il 2011 che riguardano la gestione delle risorse IT, compaiono voci come IT Strategy & Business Process e Performance Management. Rimandando alla lettura del rapporto ASSINTEL 2011 per tutti i dettagli sembrava doveroso offrire una lettura ottimistica dell' attuale stato di salute della nostra IT.
Ma se entriamo nei numeri scopriamo qualcosa di estremamente interessante e che può farci ben sperare per il futuro. Tra l' hardware che perde il 18,6% ed i servizi IT che perdono il 3,8%, il software guadagna il 2,7% e l' osservazione più interessante è che il comparto registra un segno positivo sin dal 2007. Se poi entriamo al suo interno, scopriamo qualcosa di ancora più interessante: mentre gli applicativi gestionali registrano perdite da ormai 4 anni (2006/2007 – 2009/2010), gli extended ERP (questi flettono lievemente solo nel 2008/2009), i sistemi di Business Intelligence, ed i sistemi di process e di content management crescono con buona continuità. Da questi dati nascono due considerazioni:
1. la crescita degli investimenti in extended ERP, BI e Process management a fronte della diminuzione di quelli relativi agli applicativi gestionali induce a pensare ad un graduale passaggio dalla informatizzazione delle singole attività a quella dei processi e dell' azienda vista come sistema integrato
2. La continuità della crescita, che sta ad indicare soddisfazione sui benefici ottenuti. Questo avviene solo quando gli investimenti sono frutto di una IT Strategy ben definita
Insomma, sono dati che testimoniano una situazione in cui le nostre aziende (o almeno una parte di esse) hanno metabolizzato il concetto di Information Technology come leva strategica dalla quale possono ottenere ritorni in termini di competitività sui mercati ed hanno elaborato delle IT Strategy appropriate. Stride tuttavia il dato negativo registrato dal settore dei servizi IT, che fa pensare ad aziende che preferiscono muoversi sfruttando prevalentemente competenze interne rinunciando all' apporto di specializzazione ed esperienza che potrebbero reperire all' esterno e dal quale potrebbero ottenere un' ulteriore spinta.
Ma la strada intrapresa è buona ed è ragionevolmente ipotizzabile che presto anche il settore dei servizi IT riprenderà a crescere. Già nel 2010, la voce di consulenza registra un + 1,2% e che il rapporto ASSINTEL 2010 riporta che tra le priorità delle aziende per il 2011 che riguardano la gestione delle risorse IT, compaiono voci come IT Strategy & Business Process e Performance Management. Rimandando alla lettura del rapporto ASSINTEL 2011 per tutti i dettagli sembrava doveroso offrire una lettura ottimistica dell' attuale stato di salute della nostra IT.
Iscriviti a:
Post (Atom)